Star Wars: Naomi Ackie e Kelly Marie Tran parlano di privilegi, invidia e simpatia

Un lavoro da sogno in Star Wars e, all’improvviso, tutto è perfetto? Macché! Naomi Ackie e Kelly Marie Tran parlano apertamente di invidia, disparità di opportunità e della pressione di dover piacere a tutti i costi. Dietro il luccichio si nascondono anche dubbi su se stesse. La loro amicizia ti mostra che nemmeno un grande successo ti fa sentire automaticamente sicura dentro di te.
Due donne che si sono capite subito
Nel cast di Star Wars, messaggi affettuosi, selfie di nascosto con i telefoni altrui e giri in groppa fanno parte della vita di gruppo. Ma Ackie e Tran sono unite da molto più di un’avventura cinematografica condivisa. Entrambe sono entrate nel settore senza una rete di sicurezza economica né contatti in famiglia. In quanto donne di colore, si sono conquistate un posto in un mondo del cinema prevalentemente bianco e dominato dagli uomini.
Durante una passeggiata e davanti a un drink a Londra, hanno legato subito. Nei suoi precedenti progetti cinematografici, Ackie non aveva mai incontrato qualcuno con un modo di pensare così simile al suo. Entrambe hanno preso sul serio la loro opportunità: non solo come passo avanti nella carriera, ma anche come occasione per facilitare l’accesso ad altre persone.
Il successo porta con sé anche un duro rovescio della medaglia
Tran ha interpretato Rose in «Gli ultimi Jedi», diventando la prima donna di colore con un ruolo da protagonista nella saga. Il film ha avuto successo al botteghino e ha ricevuto apprezzamenti dalla critica. Eppure, per mesi ha subito attacchi razzisti e sessisti online. Alla fine ha lasciato i social media. La cosa più dolorosa è stata cominciare a credere lei stessa ai messaggi denigratori.
Ackie è entrata nella saga nei panni di Jannah in «L’ascesa di Skywalker». Prima aveva recitato, tra gli altri, in «Lady Macbeth» e «The Bisexual». Tran l’ha ispirata a prepararsi alla pressione pubblica e a diventare più resiliente.
Perché la fama non fa sparire i dubbi
Un tempo Tran non capiva quando le persone famose parlavano delle proprie difficoltà. Il suo sguardo è cambiato dopo il suo successo. Anche chi ha successo resta vulnerabile. La serenità tanto desiderata non arriva automaticamente solo perché un ruolo importante cambia il tuo curriculum.
Anche Ackie sperava che Star Wars le avrebbe dato più sicurezza in se stessa, riconoscimento e maggiori opportunità di lavoro. La realtà è stata meno entusiasmante: tu resti la stessa persona, mentre gli ostacoli e le possibili delusioni possono diventare più grandi. Per questo non voleva far dipendere il rispetto di sé dal lavoro, da un partner, dagli amici o dalla famiglia.
Instagram non racconta tutta la verità
Ackie conosce bene quel momento in cui, mentre scorri, una bella sensazione si guasta. Le altre persone sembrano bellissime e sicurissime di sé, mentre la tua vita, al confronto, appare caotica. Eppure è lei stessa a pubblicare immagini che trasmettono proprio quell’idea di perfezione. Non le sfugge la contraddizione.
Tran sceglie con maggiore consapevolezza quali narrazioni su di sé lasciare spazio. Per il suo lavoro è fondamentale: recitare richiede vulnerabilità, sincerità e il coraggio di mostrarsi. Se le voci altrui diventano così potenti da farti venire voglia di nasconderti, è proprio questa apertura a essere messa a rischio.
Silenzio, conversazioni e tarocchi per smettere di confrontarsi continuamente
Tran apprezza tenere un diario e ritagliarsi momenti di quiete consapevole. Quando gli stimoli esterni sovrastano tutto, vuole riuscire a sentire di nuovo la propria voce. Anche Ackie ha provato a scrivere, ma non è la strada giusta per lei. Parla molto con suo padre e usa le carte dei tarocchi.
Ackie non lo fa, ci tiene a precisarlo, per magia. Le immagini archetipiche la aiutano a mettere ordine nelle emozioni e a capire su cosa vuole lavorare. Tran stessa ne è sorpresa. Per te c’è una lezione importante: le due amiche condividono le proprie esperienze senza pretendere di dover usare lo stesso metodo.
Guardare in faccia l’invidia, senza sminuire gli altri
Ackie non nasconde di provare invidia per altre persone. In passato cercava di scacciare questa emozione, ignorandola o trasformandola in una spinta a fare di più. A volte questo la portava anche a essere meno benevola con gli altri, almeno dentro di sé. Ora cerca di guardare più a fondo.
Invece di concentrarsi solo sull’altra persona, si interroga su di sé: che cosa scatena questa invidia? Quale desiderio si nasconde dietro? Inoltre, Tran e Ackie contestano l’idea che il successo di una donna debba significare la sconfitta di un’altra. Per entrambe, questa mentalità competitiva è qualcosa che si impara, non una legge immutabile.
La trappola della simpatia: essere gentili a ogni costo?
Ackie ha cercato a lungo di piacere a tutti. Non nega che questo l’abbia aiutata professionalmente. Ma spostare continuamente i propri limiti per essere accettata le sembra un prezzo troppo alto. Tran aggiunge che per le donne di colore può essere particolarmente difficile farsi valere con chiarezza.
Questa trappola si nasconde anche davanti alla telecamera. Ackie si sorprende a giudicare le riprese in base al proprio aspetto. Ma la rabbia non deve essere bella da vedere e il pianto non deve essere impeccabile. Entrambe vogliono mostrare emozioni autentiche, invece di piegarle a un’immagine gradevole. Per essere credibili serve più libertà che semplice attrattiva.
Riconoscere i propri privilegi significa anche saper fare un passo indietro
Ackie riconosce i vantaggi di cui gode: la sua situazione finanziaria e le sue opportunità professionali sono migliorate. Ma questo, per lei, non cancella le disparità del settore. Quando legge i copioni, si chiede quindi se un personaggio dovrebbe essere interpretato da una donna con la pelle più scura.
Secondo lei, queste attrici vengono scelte troppo di rado per interpretare personaggi vulnerabili o protagoniste romantiche. Anche se vorrebbe recitare in tanti ruoli diversi, prende in considerazione l’idea di farsi da parte di proposito. Tran, a sua volta, valuta se le sceneggiature ripropongono stereotipi. Per entrambe, avere più influenza significa anche assumersi più responsabilità per le immagini a cui contribuiscono.
La diversità richiede più che volti visibili
Ackie vorrebbe sviluppare progetti propri. Un cast eterogeneo non le basta se dietro la telecamera e nelle decisioni finanziarie restano le stesse strutture. Chi può raccontare storie? Chi decide come realizzarle? Senza cambiamenti su questi fronti, la diversità rischia di diventare una moda passeggera.
Nessuna delle due si considera immune: anche loro hanno pregiudizi inconsci. Per Ackie, quindi, l’accesso alla grande industria cinematografica significa molto più che ottenere riconoscimento. Le permette di capire come funzionano le cose, individuare le ingiustizie e cominciare a fare qualcosa per cambiare la situazione.
Parità di retribuzione e il peso dell’esperienza
In linea di principio, entrambe sostengono la parità di retribuzione a parità di lavoro. Tran distingue però tra parità di diritti ed esperienza professionale. Essendo un’attrice relativamente nuova nel sistema degli studios, non si aspetta di ricevere lo stesso compenso di chi ha decenni di esperienza. Riconosce allo stesso tempo che il suo punto di vista potrebbe cambiare con l’esperienza.
Ackie sottolinea quanto sia grata di poter svolgere un lavoro ben retribuito nel settore che ha sempre desiderato. Per lei è particolarmente importante avere accesso ad ambienti in cui, in futuro, potrà aprire nuove opportunità anche per altre persone. Entrambe descrivono la propria posizione personale, non una risposta semplice a tutte le questioni legate ai compensi.
Che cosa resta: entusiasmo senza rinnegare se stesse
Nonostante tutte le critiche, la gioia di fare cinema è ancora viva. Tran è stupita che per alcune persone lavorare in ambito creativo sia semplicemente la normalità. Per Ackie, girare sul set ha realizzato un desiderio che aveva da ragazza. L’entusiasmo della troupe e del cast, insieme alla loro grande ambizione, ha reso l’esperienza speciale.
Entrambe cercano progetti capaci di riaccendere quella passione. La loro amicizia lascia spazio sia all’entusiasmo sia ai pensieri scomodi. Ecco cosa puoi portarti a casa: il successo non deve cancellare ogni insicurezza per avere valore. E non devi piacere continuamente a tutti per prendere sul serio il tuo lavoro e difendere il tuo posto.